Il curricolo scientifico per la scuola di base

Già nel 2000 la commissione curricoli della SCI elaborò una Proposta di sviluppo di un curricolo scientifico per la scuola di base. Come dimostrano gli articoli di CnS, l’interesse per una prima trattazione di argomenti di natura chimica nell’ambito di questo segmento del sistema educativo è andato via via crescendo, sia in relazione a indagini e considerazioni di carattere generale [1] [2] [3] sia come sperimentazioni didattiche vere e proprie [4] [5] [6].

La strada è ancora lunga da percorrere: l’interesse verso la didattica della chimica nella scuola primaria è limitato, sebbene molto maggiore di quello rilevabile nell’ambito della scuola dell’infanzia (per la quale le ricerche più significative sono state svolte all’estero, soprattutto in Germania). Lo studio dei fenomeni chimici nella scuola primaria dovrebbe porsi in un’ottica di continuità con quanto appreso nel corso del livello prescolare; questo è un aspetto importante da considerare non solo nell’aggiornamento dei docenti della scuola dell’infanzia e primaria, ma anche e soprattutto nella formazione universitaria degli stessi. Tuttavia non sono molti i corsi di Scienze della Formazione Primaria che prevedono esami di didattica chimica; quando questi sono presenti, accade talvolta che l’aspetto contenutistico prevalga su quello didattico con il pretesto di colmare le lacune degli studenti (in gran parte provenienti da scuole secondarie in cui lo spazio riservato alla chimica è a dir poco ridotto).

I migliori risultati, sia nell’istruzione universitaria che nella formazione in itinere dei docenti, possono ottenersi solo tramite una feconda collaborazione tra pedagogisti e “disciplinaristi”, in modo che la didattica disciplinare sia pienamente integrata nello sviluppo globale dell’allievo. Questo è particolarmente valido per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, le quali coprono un arco di tempo nel quale lo sviluppo cognitivo del bambino è particolarmente significativo a causa della grande plasticità del cervello.

Centrale è la cura dell’aspetto linguistico; l’educazione scientifica e l’educazione linguistica sono infatti strettamente correlate: attività linguistiche di vario genere e complessità attraversano e influenzano ogni momento dell’apprendimento scientifico [7]. Particolarmente utile è il confronto con le sperimentazioni oltre confine che hanno sottolineato – tra i vari aspetti – l’intimo legame tra scienze e linguaggio [8] e l’importanza del metodo laboratoriale [9].

Riferimenti

[1] Riani, P. Analisi del concetto di trasformazione nel periodo della scuola elementare. Chim. Sc. 2002, 2, 48-52.

[2] Aquilini, E. Il filo di Arianna e …. i modelli scientifici. Chim. Sc. 2003, 1, 19-21.

[3] Venturi, M. Atomi e molecole alla scuola elementare. Chim. Sc. 2003, 5, 157-159.

[4] Borsese, A.; Mallarino, B.; Rebella, I.; Parrachino, I. Verso un approccio significativo al sapere scientifico: una proposta interdisciplinare per la scuola primaria. Chim. Sc. 2012, 5, 141-147.

[5] Nencini, R. Il ciclo dell’acqua. Chim. Sc. 2012, 4, 148-153.

[6] Falleri M.; Taccetti, S. Un orto …. racconta. Diario di un percorso svolto da una scuola primaria. Chim. Sc. 2012, 5, 190-194.

[7] Carpignano, R.; Cerrato, G.; Lanfranco, D.; Meloni, E. Scienze e linguaggio: intreccio tra l’educazione scientifica e l’educazione linguistica nella scuola primaria. Chim. Sc. 2009, 4, 25-38.

[8] Carpignano R.; Pera, T,; Cerrato, G.; Lanfranco, D.; Meloni, E. Uno sguardo all’estero. L’insegnamento scientifico in Francia. La sperimentazione “La Main à la Pâte” e i Programmi di Scienze nelle Indicazioni Ministeriali del XXI° secolo. Chim. Sc. 2008, 4, 36-46.

[9] Ripoli, S. “Bisogna sempre pensare prima di dire qualche cosa”. L’importanza del metodo laboratoriale per l’insegnamento delle scienze nella scuola di base.  Chim. Sc. 2008, 4, 85-94.