L’insegnamento della chimica nella scuola superiore: aspetti critici

Se si esamina la situazione dell’insegnamento della chimica nella scuola superiore a livello internazionale, emerge un quadro per nulla confortante [1]. In Italia, l’indagine OCSE-PISA ha messo in luce un basso livello di conoscenze scientifiche fra i quindicenni [2] , dato dimostrato anche dal calo delle “vocazioni scientifiche” degli studenti. Sono state intraprese varie iniziative a livello nazionale per contrastare il calo di iscritti nelle facoltà scientifiche; una di queste è rappresentata dal Progetto Lauree Scientifiche (PLS) [3], volto a incoraggiare gli studenti nella scelta dei corsi di laurea in Matematica, Fisica, Chimica e Scienze dei materiali [4]. Per quanto riguarda la chimica, si ritiene che una delle ragioni della sua scarsa popolarità risieda in un approccio didattico eccessivamente orientato all’acquisizione dei contenuti, a scapito dello sviluppo delle abilità di problem-solving e della trattazione delle applicazioni pratiche degli argomenti affrontati. Il progetto Insegnare Scienze Sperimentali (ISS) [5] [6] è stato implementato per migliorare l’azione degli insegnanti relativamente agli aspetti citati, soprattutto attraverso una didattica centrata sul laboratorio.

Altro punto critico è rappresentato dal contesto in cui si insegna chimica, una disciplina che merita di essere presentata anche nelle sue intime connessioni con la tecnologia e le dinamiche economiche e sociali. Un approccio che tiene conto di queste componenti è stato messo a punto in Germania [7] con risultati soddisfacenti, poiché permette allo studente di riconoscere il legame della chimica con la vita quotidiana e di affrontare questioni controverse talvolta con forti implicazioni etiche. In questo modo i docenti possono concretamente contribuire all’educazione alla cittadinanza. Le indicazioni scolastiche italiane vanno in questa direzione, ma un approccio di questo tipo è ben lungi dall’essere applicato sistematicamente nelle nostre aule.

Eccetto specifici indirizzi, negli istituti tecnici l’insegnamento della chimica è previsto solo durante il biennio iniziale. L’età degli studenti in questo particolare periodo è considerata a rischio per varie ragioni [8], non ultime le difficoltà di attenzione (la particolare fragilità degli studenti del primo biennio di ogni tipo di scuola è stata più volte presa in considerazione dalla Divisione Didattica della SCI, che ha più volte elaborato proposte di curricolo [9] e di approcci didattici in funzione delle caratteristiche generali degli studenti in questa fascia di età). Per quanto riguarda gli istituti tecnici, una forte influenza sul rendimento scolastico è data dalle condizioni socio-economiche della famiglia di origine, in genere più favorevoli per gli studenti liceali. Il background familiare è uno dei fattori predittivi più importanti, ripercuotendosi in modo rilevante sulla percezione degli insegnanti e delle attività scolastiche da parte degli studenti [10]; questa ripercussione è ancora più sfavorevole per gli studenti degli istituti professionali. Occorre quindi un rinnovo dell’insegnamento, anche alla luce di un monte ore settimanale ridotto [11] che impone una rigorosa selezione dei contenuti.

Per quanto riguarda i licei, la chimica è compresa in un insegnamento denominato “Scienze Naturali” (comprensivo dei contenuti di scienze della vita e scienze della terra) all’interno del quale essa non ha dignità di disciplina autonoma né è insegnata in modo realmente integrato con le altre scienze; anche in questo caso, il monte orario è estremamente ridotto tranne nei licei “Scienze Applicate” [12]. Questa situazione è intimamente correlata alla formazione universitaria degli insegnanti e al modo in cui sono ripartite le abilitazioni all’insegnamento delle varie discipline, problema trattato nell’apposita sezione di questo sito.

Riferimenti

[1] Sjøberg, S.; Schreiner, C. The Rose Project. An overview and key findings [Online]; Università di Oslo, 2010. http://roseproject.no/network/countries/norway/eng/nor-Sjoberg-Schreineroverview- 2010.pdf

[2] INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e Formazione). Rapporto Nazionale 2012 [Online]. http://www.invalsi.it/invalsi/ri/pisa2012.php? page=pisa2012_it_07

[3] Carlini, R. Progetto Lauree Scientifiche: conoscere per sapere. Chim. Sc. 2012, 1, 51-56.

[4] Vittorio, N.; Predazzi, E. Scuola, università e mondo del lavoro: la filiera del progetto «Lauree Scientifiche». Ann. Pubbl. Istruz. 2007, 2-3, 1-27.

[5] Carpignano, R.; Govoni, R.; Terreni, V. La nascita di un Piano. Ann. Pubbl. Istruz. 2010, 1, 3- 11.

[6] Mascitelli, L. Il piano ISS Insegnare Scienze Sperimentali. Finalità, metodologie, organizzazione nazionale e territoriale, sviluppo, futuro. Chim. Sc. 2008, 4, 1-6.

[7] Marks, R.; Eilks, I. Promoting scientific literacy using a socio-critical and problem-oriented approach to chemistry teaching: concept, examples, experiences. Int. J. Environ. Sci. Educ. 2009, 4, 231-245.

[8] Aquilini, E. Riflessioni sul biennio della scuola secondaria superiore. Chim. Sc. 2006, 3, 136- 138.

[9] Aquilini, E.; Carasso, F.; Duranti, C.; Massidda, M. V.; Olmi F.; Mirone, P.; Malpezzi, C.; Gaudenzi, M.; Palazzi, S. Proposta di sviluppo del curricolo chimico segmento del biennio secondario superiore di fine obbligo. Chim. Sc. 2000, 2, 58-65

[10] Wolfram, S. Measuring socio-economic background of students and its effect on achievement on PISA 2000 and PISA 2003; Intervento presentato nel corso dell’Annual Meeting of the American Educational Research Association a San Francisco, 7-11 Aprile 2005 [29 pp.].

[11] MIUR. Decreto del Presidente della Repubblica Italiana, 15/03/2010, N. 88 – Regolamento recante norme concernenti il riordino degli istituti tecnici ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 137 del 15-06-2010 – Supplemento ordinario N. 128.

[12] MIUR. Decreto del Presidente della Repubblica Italiana, 15/03/2010, N. 89 – Regolamento recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 137 del 15-06-2010 – Supplemento ordinario N. 128.*