Il progetto ROSE e la percezione della chimica da parte degli studenti

A dispetto delle tante iniziative di formazione dei docenti e della sempre maggiore diffusione delle “buone prassi” didattiche nell’insegnamento delle scienze, le tradizionali lezioni ex-cathedra sono le più praticate nelle nostre aule. L’Italia è molto lontana dall’applicazione delle raccomandazioni internazionali – mirate a favorire modalità didattiche maggiormente orientate all’apprendimento attivo – soprattutto per i limiti strutturali dovuti a una scarsa presenza di laboratori scientifici; anche quando questi ultimi sono presenti, raramente essi sono progettati per favorire lo sviluppo delle capacità investigative dello studente.

Nel 2007, il “Gruppo di Lavoro Interministeriale per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica” ha condotto un’indagine sulla presenza dei laboratori scientifici nelle scuole; i risultati hanno dimostrato l’assenza di laboratori o la presenza di spazi scarsamente attrezzati [1] nella maggioranza dei casi. È inoltre emersa la riluttanza di molti docenti a insegnare l’uso della strumentazione, preferendo eseguire esperimenti dimostrativi in prima persona (quindi senza coinvolgere lo studente in maniera diretta).

Un altro fattore a sfavore dell’apprendimento scientifico sembra essere paradossalmente (almeno all’apparenza) lo sviluppo scientifico e tecnologico dei paesi sviluppati, come dimostrato dal progetto internazionale ROSE (acronimo di “Relevance of Science Education”) avente come target studenti di circa 15 anni [2]. Questo progetto è stato implementato per indagare il peso della componente emozionale nell’apprendimento delle scienze. La dimensione emotiva è un fattore molto importante nell’apprendimento, eppure essa è trascurata dalle indagini internazionali su larga scala; di solito queste sono mirate a misurare esclusivamente le capacità degli studenti tramite test strutturati come nel programma PISA (Programme for International Students Assessment) [3].

Lo scopo principale del progetto ROSE è stato quello di raccogliere e analizzare informazioni sulle attitudini degli studenti nei confronti della scienza e della tecnologia e sulla loro motivazione nello studio di argomenti di carattere scientifico. Sono state poste domande concernenti vari ambiti: interesse verso specifici argomenti, opinioni sullo studio delle scienze a scuola, aspirazioni professionali, disposizione nei confronti delle problematiche ambientali. Il report finale ha dimostrato chiaramente che gli studenti dei paesi meno sviluppati esprimono in media il più alto grado d’interesse nei confronti dei temi presentati dal questionario (Fig. 1).

Figura 1 – Grado di accordo degli studenti con l’affermazione “A scuola preferisco le scienze alla maggior parte delle alter discipline”. Immagine ricavata dal report del progetto ROSE [2]. I colori rosso e blu sono riferiti rispettivamente alle ragazze e ai ragazzi.

Le differenze di opinioni circa le questioni ambientali sono meno pronunciate, e talvolta non facilmente interpretabili (Fig. 2 and Fig. 3). In ogni caso, gli studenti non sembrano mettere in relazione diretta il settore ambientale e quello scientifico: l’interesse nei confronti della scienza sembra disgiunto da quello per l’ambiente.

I risultati dell’indagine ROSE hanno anche rivelato che gli argomenti solitamente presenti nei libri di testo riscuotono scarso interesse da parte degli studenti, specialmente nei paesi sviluppati; un esempio legato alla chimica è mostrato nella Figura 4.

Figura 2 – Grado di accordo degli studenti con l’affermazione “La soluzione dei problemi ambientali dovrebbe essere lasciata agli esperti”. Immagine ricavata dal report del progetto ROSE [2]. I colori rosso e blu sono riferiti rispettivamente alle ragazze e ai ragazzi.

Figura 3 – Grado di accordo degli studenti con l’affermazione “Posso personalmente influenzare quanto accade nell’ambiente”. Immagine ricavata dal report del progetto ROSE [2]. I colori rosso e blu sono riferiti rispettivamente alle ragazze e ai ragazzi.

Figura 4 – Interesse degli studenti nei confronti di “Atomi e molecole”. Immagine ricavata dal report del progetto ROSE [2]. I colori rosso e blu sono riferiti rispettivamente alle ragazze e ai ragazzi.

Questo accade anche prendendo in esame argomenti meno astratti o correlati alla vita quotidiana, come dimostrato dagli esempi relativi a “Sostanze chimiche: proprietà e reazioni” e “Funzionamento di detergenti e saponi” (Fig. 5 e Fig. 6); anche se quest’ultimo argomento è strettamente associato alla quotidianità, è lontano dagli interessi degli studenti in molti paesi. In entrambi i casi, l’interesse degli allievi provenienti dai paesi meno sviluppati è più alto rispetto a quello espresso dagli allievi dei paesi sviluppati.

Figura 5 – Interesse degli studenti nei confronti dell’argomento “Sostanze chimiche: proprietà e reazioni”. Immagine ricavata dal report del progetto ROSE [2]. I colori rosso e blu sono riferiti rispettivamente alle ragazze e ai ragazzi.

Figura 6 – Interesse degli studenti nei confronti dell’argomento “Funzionamento di detergenti e saponi”. Immagine ricavata dal report del progetto ROSE [2]. I colori rosso e blu sono riferiti rispettivamente alle ragazze e ai ragazzi.

Secondo i ricercatori coinvolti nel progetto ROSE, una possibile spiegazione risiede nel fatto che i ragazzi dei paesi meno sviluppati considerano la scuola come un privilegio, mentre per i ragazzi dei paesi sviluppati essa è un obbligo. Ad ogni modo, i dati ottenuti non possono essere spiegati solo in funzione del valore attribuito all’istituzione scolastica; la percezione di una disciplina come la chimica, ad esempio, risente molto della considerazione negativa generale originata dai problemi ambientali derivanti dalla produzione industriale di sostanze su larga scala (problemi ovviamente molto meno accentuati nei paesi caratterizzati da un’industria chimica molto meno avanzata se non assente).

Riferimenti

[1] Gruppo di Lavoro Interministeriale per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica. Conferenza stampa Laboratori Scientifici. Presentazione dati e statistiche della prima ricerca censuaria e campionaria realizzata in Italia [Online]. Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma, 23 Aprile 2008.

[2] Sjøberg, S.; Schreiner, C. The Rose Project. An overview and key findings [Online]; Università di Oslo, 2010. http://roseproject.no/network/countries/norway/eng/nor-Sjoberg-Schreiner-overview-2010.pdf

[3] Si veda il sito web del programma PISA.